L'intervista a Harry Wu della Laogai Foundation



La politica cinica che la Cina attua per eliminare sul suo territorio i dissidenti politici.

"È divenuto in modo crescente ed evidente che il governo cinese stia prendendo parte ad un giro di vite molto esteso su dissidenti ed attivisti prima dei Giochi Olimpici del 2008 per celare qualsiasi segnale di problemi nazionali". Harry Wu, Laogai Fundation.

"... Ci sono molti modi diversi di isolare la Cina... La comunicazione è un buon modo per migliorare la situazione. Raccontare la verità circa su quello che sta accadendo là, sulle violazioni dei diritti umani. Forse le persone viaggeranno in Cina, o fanno affari in Cina, ma è importante che queste conoscano quegli individui che sono oppressi là e precisamente per ciò che stanno lottando". Harry Wu, Laogai Fundation.

Un intervista di Michele Capaccioli

Alcuni avvenimenti ci fanno capire cosa possa esserci dietro la democratic façade di uno stato e come le politiche di potenza possano celare per molti anni eventi tragici e disumani.

Harry Wu della Fondazione Laogai è un dissidente ed ex detenuto nei Laogai cinesi da dove è fuggito con altri ex prigionieri negli USA. Wu ricorda i milioni di persone detenute in questi campi, costrette a lavorare 18 ore al giorno in condizioni disumane senza salario, private dei diritti civili e spesso a contatto con materiali tossici. Chi non rispetta le direttive dei campi subisce una politica di denutrizione e tortura a scopo coercitivo; esecuzioni di massa con vendita di organi freschi; sfruttamento dei bambini sottoposti ai lavori forzati; rappresaglie nei confronti delle varie Chiese; aborti e sterilizzazioni forzate.
 
Wemustact.org è sensibile a questo problema. Ecco per cui il 25 dicembre 2007 ho spedito una richiesta di intervista al Sig. Harry Wu e sono onorato che egli abbia accettato di rispondere a delle domande che ho fatto a lui. Lo scopo di questa intervista è quello di diffondere la parola ed avere una testimonianza diretta di un uomo che ha sofferto in prima persona la persecuzione cinica del governo cinese sui dissidenti del regime comunista.


Michele Capaccioli: Sig. Harry Wu, può presentarsi al pubblico dicendoci quando l'idea della Laogai Reserach Foundation ha cominciato a muovere i suoi primi passi?
Harry Wu: L'esperienza l'ho potuta provare sulla mia pelle nei Laogai quando fui arrestato all'età di 23 anni con l'accusa di essere un "simpatizzante della destra", un'etichetta che mi era stata data dopo che criticai il governo cinese durante il periodo noto come la Campagna dei cento Fiori. Ho passato 19 anni nei Laogai, lavorando in 12 campi diversi. Sono stato testimone delle severe e aspre condizioni in cui si trovavano i prigionieri - incluso la mancanza di cibo, il lavoro tormentoso, la tortura dolorosa. Molti di questi prigionieri sono stati condannati a morte, altri sono morti di fame o si sono suicidati. Io morii quasi di fame perché delle volte il cibo era molto scarso, specialmente durante il Grande Salto in avanti.

Finalmente dopo la morte di Mao Zedong nel 1979 fui rilasciato. Volli moltissimo lasciare la Cina ed andare negli Stati Uniti e nel 1985 trovai la mia opportunità quando fui invitato dall'Università della California a Berkeley per essere un visiting professor. La vita allora era molto difficile perché non avevo praticamente alcun soldo. Non ho parlato delle mie esperienze nei Laogai finché uno studente laureato chiese di scrivere su di me per la sua tesi. È a questo punto che ho deciso di far conoscere la mia storia e quella di altri prigionieri nei Laogai. Le persone dovevano sapere se qualsiasi cosa stava cambiando.

Nel 1990 e 1991 decisi di ritornare in Cina sotto copertura per documentare i Laogai. Nel mio secondo viaggio lavorai con Ed Bradley di 60 Minutes per produrre un documentario chiamato "Fatto in Cina" sui campi dei Laogai che più tardi vinse un Emmy. Avevo anche lasciato la UC Berkeley per la Hoover Institution, nella speranza che mi potessi concentrare nella ricerca e possibilmente per scrivere un libro, cosa che ho fatto nel 1992 - The Chinese Gulag, il mio primo di molti libri. In quello stesso anno fondai la Laogai Research Foundation la cui missione sarebbe quella di continuare a scoprire la verità e far crescere la consapevolezza sui Laogai e sugli altri abusi sistematici dei diritti umani in Cina, così che nessuno possa dire che non si sia mai saputo nulla.
 
MC: Immagini di parlare con una persona che non ha mai sentito menzionare i campi dei Laogai. In quali regioni della Cina potrebbero questi essere trovati?.
HW: I Laogai sono localizzati in tutta la Cina come fabbriche nell'est, come fattorie nell'ovest, o come miniere nel nord. Possono essere trovati in ogni provincia cinese e municipalità. Le statistiche sui Laogai per il governo cinese sono considerate un segreto statale, ma la Laogai Research Foundation nel nostro Manuale dei Laogai del 2005-2006 (scaricabile da www.laogai.org) ha identificato 1,045 campi in operazione e molti altri che sono stati smantellati, uniti o trasferiti. Ci sono probabilmente più campi che non sono stati ancora scoperti.
 
MC: Per i trattamenti nei campi, i Laogai potrebbero essere chiamati campi di concentramento, gulag eccetera?.
HW: Ci sono molti paragoni tra i Laogai e queste altre istituzioni. Fondamentalmente, sono tutti meccanismi che contano sulla paura e sul controllo affinché una dittatura possa mantenere il potere assoluto sulle persone e reprimere il dissenso politico. Il lavoro forzato giocò un'importante parte nei campi di concentramento dei Nazisti e nel gulag sovietico, come ancora oggi avviene nei Laogai cinesi. Come nei gulag, l'indottrinamento politico spesso è usato anche assieme alla tortura nel tentativo di "riformare" i prigionieri. Ancora, ognuno è unico al suo proprio regime ed i nomi non dovrebbero essere confusi. Io ho scritto un resoconto dettagliato dello sviluppo, funzione, e delle condizioni all'interno dei Laogai nel mio primo libro, Laogai -- The Chinese Gulag (1992).
 
MC: Ci racconterebbe per favore una storia avvenuta nei Laogai che può ricordarci la cruda prigionia dei detenuti di questi campi?. 
HW: I periodi di carestia provocarono una grande sofferenza in tutta la Cina e nel suo insieme, ma la fatica era particolarmente severa per i prigionieri nei Laogai ai quali fu razionato anche in quel tempo il cibo. La vita nel Laogai era molto difficile. Una tale carestia si sviluppò nel 1961 quando ero un prigioniero all'infame Fattoria di Qinhe. Ho scritto di questo estensivamente nel mio primo libro, Bitter Winds. Una mattina, Chen Ming, un prigioniero con il quale ero divenuto molto amico non si svegliò. Non si svegliò nemmeno durante l'ora del pasto. Questo era il solito presagio che un prigioniero era morto di fame. Quindi fu portato via per essere seppellito. Più tardi quella notte il duty prisoner notò comunque un movimento dal corpo di Chen Ming. Apparentemente lui non era ancora morto. Fu fatto ritornare nella nostra cella ed io ho provveduto affinché egli potesse ricevere il suo pasto di pomeriggio che aveva saltato. Il cuoco gli portò due "wotous" fatti di vero mais. Una delicatezza rara durante una carestia. E io questi li ho rinominati Venti intensi (Bitter Winds).
 
Chen afferrò i due panini dolci dal piatto e subito li mise nella sua bocca. Pezzi di wotou imbrattarono la sue labbra. Lui masticò ed ingoiò e raccolse freneticamente le briciole dal kang. Durò solamente qualche secondo. Poi lui si afferrò lo stomaco e gridò rumorosamente di dolore. La sua faccia si contorse e lui cadde all'indietro. Chen Ming era morto... Il suo stomaco indebolito non poteva digerire molto mais ingoiato così rapidamente.
 
Questo io lo ricorderò sempre.
 
MC: Quante persone sono imprigionate nei Laogai (numeri e categorie) e per quale ragione?. Ci potrebbe citare per favore documenti, foto eccetera, qualsiasi prova che attesta l'esistenza dei Laogai?.
HW: Secondo la definizione ufficiale del sistema di Laogai, sono sei i componenti principali:
 
1. Riforma attraverso i Distacchi di Lavoro (Laogai o laodong gaizao dui)
 
Secondo l'originale Codice Cinese di Diritto Penale, queste installazioni sono per i criminali che hanno ricevuto una condanna formale e sentenziati in una corte cinese.
 
2. Prigioni (Jianyu)
 
Hanno la stessa funzione della Riforma Attraverso Distacchi di Lavoro, sono delle installazioni chiamate "prigioni" per criminali formalmente condannati. Nonostante la denominazione diversa, le condizioni sono le stesse in ambedue i tipi di installazioni (Riforma attraverso i Distacchi di Lavoro e Prigioni, ndr).
 
3. Rieducazione attraverso Installazioni di Lavoro (laojiao or laodong jiaoyang suo)
 
Da ospitalità a prigionieri che ricevono "disciplina amministrativa" e che sono condannati per più di tre anni dalla polizia cinese o dagli altri ufficiali di sicurezza. Questi individui non hanno ricevuto nessuna accusa o udienza formale da una corte.
 
4. Centri di Detenzione (Kanshou suo)
 
Include carcerati che hanno affrontato un processo e che sono condannati formalmente alle condizioni più corte, individui che sono sotto processo e quelli formalmente condannati a morte in attesa di esecuzione.
 
5. Installazioni per delinquenti minorenni/delinquenza minorile (Shaoguan suo)
 
Incarcera adolescenti condannati o rieduca attraverso la detenzione lavorativa.
 
6. Personale Forzato alla Disposizione del Lavoro (liuchang jiuye renyuan)
 
Queste installazioni sono per individui che originariamente hanno scontato fuori le loro sentenze ma che sono determinati a  "non essere completamente riformati." Perciò a questi è richiesto di rimanere nella stessa installazione, affrontando le stesse condizioni e compiendo lo stesso lavoro che hanno fatto da criminali.
 
Contando i detenuti in cinque delle sei categorie elencate sopra (il LRF non conta i detenuti nei centri di detenzione, perché quel numero é più variabile e difficile da accertare), la Laogai Reserach Foundation stima che la popolazione dei Laogai è tra i 4 e i 6 milioni di prigionieri. Il numero può essere stimato solamente perché tutte le statistiche sui Laogai ed i suoi prigionieri sono protette accuratamente dal governo come "segreti statali".
 
Il LRF stima che sin da quando la pratica dei Laogai ha avuto inizio sono stati imprigionati tra i 40 e i 50 milioni di persone. Pressocché tutte le persone in Cina sono "imparentate" con o hanno conosciuto qualcuno che è stato costretto a scontare una pena confinato nei Laogai.
 
Il LRF sta raccogliendo le prove da molti anni che attestano l'esistenza dei Laogai. Molti documenti governativi e delle fotografie che noi abbiamo raccolto possono essere viste sul nostro sito web, www.laogai.org.
 
MC: Lei è l'unico superstite dei Laogai? Ci sono altri detenuti che hanno trovato asilo negli U.S.A. e/o in altri paesi?.
HW: Mentre molte persone sono morte nei Laogai, ci sono anche altri che sono sopravvissute a questa esperienza e che hanno riguadagnato la loro libertà. Io e molti altri che erano stati etichettati "controrivoluzionari" siamo stati rilasciati dopo che Deng Xiaoping salì al potere negli ultimi anni del 1970, introducendo un sistema piuttosto liberale in Cina. La Laogai Reserach Foundation ha pubblicato i racconti di molti di questi individui, alcuni dei quali che risiedono negli Stati Uniti e in altri paesi fuori della Cina.
 
Ricordi anche che i Laogai sono usati per incarcerare prigionieri politici e criminali comuni, alcuni che possono avere solamente sentenze per pochi anni. Prigionieri che non sono stati condannati a vita, che non hanno subito una condanna a morte o che non sono morti mentre scontavano le loro pene, possono essere rilasciati una volta che il loro cammino è completo. Il sistema legale in Cina è molto ingiusto e spesso la detenzione può essere estesa arbitrariamente per periodi indefiniti di tempo.
 
MC: Ci sono delle fonti che per varie ragioni hanno messo in dubbio le sue asserzioni inerenti i Laogai. Michael Mattis, per esempio, scrive su Pacific Rim Issue del novembre del 1995 che "Harry Wu è un falso, ingerente, ingannevole, non altro che un buon opportunista che è fuori per imbarazzare il governo cinese e le persone come parte di uno schema vistoso e per arricchirsi. L'uomo daffari cinese-americano George Koo e altri non la pensano come lui".  Koo afferma che Lei è un ".. artista dell'imbroglio" e che Lei ha ".. trovato un modo di sfruttare la situazione per un suo proprio guadagno materiale. Egli - Lei - é uno che sfrutta la situazione creando tensione tra gli Stati Uniti d'America e la Cina, o ci sono persone che hanno interessi per attaccare ferocemente la Cina usandoLa (Harry Wu). Quello che egli - Lei - sta facendo è imbarazzare il Suo paese di nascita ai fini di un proprio profitto" continua l'uomo daffari cinese-americano ( http://www.journalism.sfsu.edu/www/pubs/prism/nov95/07.html ).
 
Cosa pensa di queste persone e perché La criticano?. Lei pensa che questi abbiamo ragioni di carattere economico, politico (...), degli interessi che costringono loro a difendere le proprie posizioni?. Se sì, tenterebbe per favore di spiegarceli?.
HW: Non mi interessa quello che io affermo o quello che dice George Koo. Ciò che è importante è la verità - quello che dicono i fatti. Lasci che le persone conoscano i fatti e determini la verità per loro. Ci sono delle persone che vogliono aiutare il governo cinese a tacere, a celare la verità. Io non posso essere sicuro sulle ragioni per la critica di George Koo, ma sono sicuro che lui ha le sue ragioni. Io so che lui sta lavorando per il governo cinese, organizzando visite per ufficiali statali a Silicon Valley.
 
MC: Qual'é stata la sua reazione quando Lei venne a conoscenza che il Congresso degli Stati Uniti, il Parlamento europeo e il Bundestag tedesco hanno chiaramente condannato i Laogai?.
HW: Nel venire a conoscenza che i governi degli Stati Uniti e di altre nazioni, inclusa la Germania e recentemente l'Italia, hanno chiaramente condannato i Laogai e le altre violazioni dei diritti umani che stanno avvenendo in Cina oggi, è molto incoraggiante. La verità sta cominciando ad emergere, così che ora sarà impossibile per il mondo continuare a rivolgersi a questa situazione con un occhio cieco, affermando che non si sapeva. Inoltre, il vero senso che io ho ottenuto da queste decisioni è che questo è solo l'inizio. Abbiamo ancora una lunga strada da percorrere. La risoluzione del governo americano, H.Con.Res. 294, per esempio richiama gli Stati Uniti a prendere un numero di altre e più azioni, incluso "di implementare pienamente leggi degli Stati Uniti che proibiscono l'importazione degli oggetti provenienti dai campi di lavoro forzati e prodotti nei Laogai" e "di intraprendere delle azioni per rivedere la realizzazione del Memorandum of Understanding on Prison Labor del 1992 e dello Statement of Cooperation del 1994 al riguardo dei Laogai". In queste e molte altre aree c'è ancora molto da fare. Nessun ammontare di risoluzioni condurrà all'abolizione del sistema dei Laogai e alla protezione dei diritti umani in Cina a meno che il governo sia disposto ad unire alle sue parole una pressione sufficiente sul regime cinese.
 
MC: Pensa che la Cina stia tentando di celare una verità sconveniente, specialmente prima, attraverso e successivamente ai Giochi Olimpici (di Pechino, ndr)?. Ci dia un esempio della politica censoria cinese.
HW: E' divenuto oramai in modo crescente ed evidente che il governo cinese stia prendendo parte ad un giro di vite molto esteso sui dissidenti ed attivisti prima dei Giochi Olimpici del 2008 per celare alcuni segnali di guai nazionali. Il più prominente di questi casi probabilmente è quello di Hu Jia, un attivista esplicito dei diritti civili cinesi e sull'AIDS che fu arrestato a dicembre e che più tardi gli fu addebitata l'accusa di "sovversione del potere statale", un atto che spesso è usato per condannare i prigionieri politici. Un maggiore e generale "pulizia a fondo" di Pechino é probabilmente quella di intensificare l'approccio dei Giochi Olimpici. Una combinazione di forzate evizioni, detenzioni illegali e rieducazione attraverso il lavoro, un sistema di detenzione di amministrazione che non richiede un verbale legale, è implementato per rimuovere gli indesiderabili dalla città, incluso gli emigranti rurali e i postulanti che sono venuti per far sentire al governo le loro sofferenze.
 
Una parte integrante di questa campagna è la capacità del governo cinese a fortificare la sua abilità di censura e controllo della stampa e di altre fonti di informazione. I giornalisti nazionali continuano ad essere ostacolati dal trattare argomenti protetti, considerati sensibili dal governo, come storie sulla corruzione o preoccupazioni ambientali e di salute. I giornalisti che si spingono troppo lontano, oltre il limite, possono essere multati, degradati, licenziati, imprigionati, o anche picchiati e possibilmente uccisi da strangolatori assunti. E anche se ai giornalisti stranieri furono promesse che le restrizioni sui loro racconti sarebbero state rimosse dal 1 gennaio 2007 fino al 17 ottobre 2008, per promuovere una atmosfera più aperta per i Giochi Olimpici, a loro (i giornalisti, ndr) viene ancora impedito di svolgere il proprio lavoro dalle autorità cinesi e dai loro mandatari che molestano, minacciano o imprigionano i giornalisti o le persone intervistate. Più sorprendenti, comunque, sono gli sviluppi nel sistema della Cina di censura di internet e di sorveglianza, il più avanzato nel mondo. Recentemente, la ciber-polizia cinese ha aumentato gli sforzi per filtrare, bloccare e monitorare l'informazione su internet. Molti siti web stranieri e popolari sono stati bloccati, e Human Rights Watch ha dichiarato che più di 18,000 blog individuali e siti web che operano all'interno della Cina sono stati oscurati dal governo sin dall'aprile 2007. Gli utenti di Internet che hanno il coraggio di pubblicare onilne qualcosa che é imbarazzante o critico del governo cinese possono essere incarcerati. Secondo Reporters Without Borders oltre che ai 32 giornalisti ci sono adesso anche più di 50 ciber-dissidenti imprigionati nei Laogai perché accusati di gravi crimini architettati dal governo cinese e che, quindi, non hanno commesso.
 
MC: 15 marzo 2006: Lei si trova a Roma per presentare al pubblico il Suo libro scritto in italiano, "Laogai. I Gulag di Mao Zedong" al Tuma's book bar di Roma. La presentazione del suo libro scritto in italiano non é praticamente avvenuta. Può raccontarci per favore le ragioni e perché nel mio paese sono avvenute delle dimostrazioni violente nei suoi confronti?.
HW: Onestamente non so perché avvennero quel genere di dimostrazioni. L'unica cosa che ho potuto fare è stata quella di sporgere denuncia alla polizia. Io suppongo che loro (i dimostranti, ndr) non mi hanno capito o non hanno compreso quello che sto tentando di fare.
 
MC: Cosa potrebbe dire ad una persona che afferma che i campi di lavoro in Cina sono "normali" e che fa parte della Sua propria cultura e storia il lavorare al giorno, di notte, anche per bambini, uomini e donne?.
HW: Nel 1994 il governo cinese smise di usare la parola "laogai" che vuole dire "riforma attraverso il lavoro" e lo sostituì con "jianyu" che semplicemente vuole dire prigione. Il govenro cinese vuole far crede al mondo vogliono che i Laogai sia solo un sistema di prigione normale. Ma anche se loro hanno cambiato il nome, non hanno modificato la natura dei Laogai che è distinto da un sistema normale di prigionia per il lavoro forzato quotidiano e attraverso la riforma di pensiero alla quale sono sottoposti i prigionieri. Quindi il sistema dei Laogai non è certamente uno di prigionia normale. Rimane un importante mezzo usato dal regime Comunista per sopprimere il dissenso e per mantenere il controllo sulla popolazione.
 
MC: Ho sempre pensato che la Cina non debba essere isolata per ciò che accade al suo interno. La Cina deve essere aiutata. È d'accordo con questa affermazione e che tipo persone potrebbero aiutare questo paese?.
HW: Questo dipende da ciò che lei intende per "isolata". Ci sono molti modi diversi per isolare la Cina. Dovremmo usare la nostra (Stati Uniti, ndr) Marina e militare e la nostra Aeronautica militare per rafforzare un blocco alla Cina?. O dovremmo fare come abbiamo fatto con l'Unione Sovietica e proibire qualsiasi rapporto commerciale trasferimenti di tecnologia. Questo non sta me a deciderlo, ma le semplici domande che si devono fare quando si tratta col governo cinese sono: è sicuro Lei vuole fare alcuni favori per questo mostro, per questo cattivo?.
Chiaramente, la comunicazione è un buon modo per aiutare la situazione. Dica la verità su ciò che sta accadendo la, sulle violazioni dei diritti umani. Forse le persone viaggeranno in Cina, o fanno affari in Cina, ma è importante che questi conoscano quegli individui che sono oppressi là e precisamente per ciò che stanno lottando.
 
MC: Un ultima domanda, Sig. Wu. Per Sua esperienza, quante possibilità di lavorare nell'arena politica hanno le persone come me che improntano la loro vita per aiutare gli individui che soffrono a causa di azioni contro il diritto internazionale e farle conoscere alla politica?. Ovvero, esistono oggi giorno delle lobby, think-tanks, massonerie che tentano di falsificare la realtà, attentando l'informazione libera (come accaduto con la guerra d'Iraq del 2003).
E' semplicemente sconveniente per me affrontare delle questioni che riguardano una politica di potenza di un paese per avere più possibilità di trovare un lavoro?. O dovrei sentire l'imperativo morale di agire, perché quando una verità sconveniente viene celata non diminuisce il suo significato, ma lo aumenta?.
 
HW: Nell'arena pubblica Lei deve dare alle persone la verità, i fatti. Permetta loro di prendere le proprie decisioni. Non è giusto nascondere informazioni a loro. Le persone parlano sempre di guadagnare soldi. Va bene. Ma é come Lei guadagna i suoi soldi che é importante.



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