Mission


Wemustact.org è un progetto web ideato e fondato da Michele Capaccioli e nato il 23 febbraio 2006.
 
La mission principale di Wemustact.org è il perseguimento della frase "Il punto non è quanto viviamo ma come viviamo", titolo dell'omonimo libro di cui Michele Capaccioli è autore, pubblicato da Altromondo Editore.
 
"Il punto non è quanto viviamo ma come viviamo" significa che la vita è una continua lezione in lealtà ed onestà, l’importante non è quanti soldi riusciamo a guadagnare, ma come ce li procuriamo. E' la contrapposizione tra i valori di una volta e quelli materiali, come l’edonismo, il profitto, il camaleontismo ecc. Significa anche che non siamo perfetti, perché siamo degli esseri umani e non delle macchine e che talvolta commettiamo degli errori. Il punto sta nel riconoscere che abbiamo commesso un errore in primis e in secundis ad ammetterlo perché la vita è anche fatta di questo e quando non è fatta di questo, è falsa, è vuota. Ammettendo i nostri errori è da esseri umani, non ammetterli o riconoscerli in parte o solo quando fa più comodo, è inumano e cagiona dei danni a terzi.
 
Wemustact.org annovera diverse interviste a politici, scrittori, giornalisti, attivisti nel campo dei diritti umani, compresi i professionisti impegnati nelle zone martoriate dalle guerre, e nella lotta contro la mafia, sportivi eccetera.

Wemustact.org, compiendo un' accurata selezione tra i propri potenziali interlocutori per congruenza, impegno e attivismo, cerca di coinvolgere e di sensibilizzare le istituzioni, compresi i rappresentanti di esse, quindi i politici, su questioni ritenute oggettivamente importanti e rilevanti.
In tema di rispetto dei diritti umani in Cina e in Tibet, Wemustact.org ha ricevuto dei segnali positivi da alcuni rappresentanti delle istituzioni italiane, tra i quali l'On. Matteo Meccacci (PD - Radicali), l'On. Franco Laratta (PD) e il Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini (XVI Legislatura). Su sollecitazione di Wemustact.org, l'On. Matteo Meccacci ha presentato il 26 dicembre 2009 un'interrogazione a risposta orale alla Commissione Esteri al riguardo della condanna a 11 anni di detenzione dell'attivista Liu Xiaobo da parte delle autorità cinesi per "incitamento alla sovversione". Condanne come l'incitamento alla sovversione sono tristemente famose in Cina nei confronti di coloro che chiedono un maggiore rispetto dei diritti umani e, come nel caso di Liu Xiaobo, una riforma del sistema giudiziario del Paese asiatico.