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China Human Rights Report. La violenza del regime comunista cinese. Parte 1
In una città della Cina del Nord la madre che vedete agli inizi del video è andata a visitare la tomba di suo figlio, piangendo per suo figlio ucciso dallo stato per un crimine che non ha mai commesso: "La mamma è qui - dice piangendo - non ho dimenticato. Ti farò giustizia". Suo figlio fu arrestato dalla polizia all'età di 19 anni. La settumana successiva le autorità comunicarono alla famiglia che aveva confessato l'omicidio di una donna giovane. E' un'accusa alla quale i suoi genitori si rifiutano di credere: "L'avvocato andò a vedere mio figlio. Tutto quello che fece mio figlio è piangere, era in uno stato terribile. L'avvocato gli chiese il motivo per il quale avesse confessato. Mio figlio rispose perché lo picchiavano. Ecco ciò che ci disse l'avvocato". Non importavano le motivazioni che avevano spinto questo ragazzo a confessare un crimine che non aveva commesso: sebbene le autorità cinesi non avessero altre prove, il figlio di questa famiglia fu dichiarato colpevole e condannato a morte con un singolo colpo di pistola dietro la sua testa. L'anno scorso un altro uomo ammise che era stato lui ad uccidere la giovane donna. Il padre di questo giovane era talmente distrutto dalla morte di suo figlio che tentò il suicidio. Adesso cammina zoppo con un bastone.
Questa storia, come affermato dall'inviato della BBC, è molto lontano dall'essere unica. La Cina continua a condannare a morte i presunti criminali per commerciare maggiori organi: "Se sei accusato in Cina di un crimine che prevede la pena di morte, al 99% sarai giudicato colpevole e molte di queste senze sono basate su delle confessioni". E secondo alcuni gruppi che combattono per il rispetto dei diritti umani "molte di queste confessioni sono estorte usando pratiche di tortura".
Quattro anni fa un uomo cinese confessò di aver ucciso sua moglie. Fu dichiarato colpevole e sentenziato a morte, ma non aveva ucciso sua moglie, non si trovava nemmeno sul luogo al momento del fatto: "E' difficile raccontare ciò che hanno fatto allora. Sapevo di non aver ucciso mia moglie, ma mi portarono via e mi torturarono per 10 giorni e 11 notti. Alla fine il mio cervello era stanco, non ce la faceva più, volevo morire ed ero disponibile a dire qualsiasi cosa". Questo signore è stato fortunato perché la sua pena è stata commutata. Dopo 11 anni di prigionia fu finalmente rilasciato. La sua moglie è stata trovata viva e in buone condizioni.
Questa storia, come affermato dall'inviato della BBC, è molto lontano dall'essere unica. La Cina continua a condannare a morte i presunti criminali per commerciare maggiori organi: "Se sei accusato in Cina di un crimine che prevede la pena di morte, al 99% sarai giudicato colpevole e molte di queste senze sono basate su delle confessioni". E secondo alcuni gruppi che combattono per il rispetto dei diritti umani "molte di queste confessioni sono estorte usando pratiche di tortura".
Quattro anni fa un uomo cinese confessò di aver ucciso sua moglie. Fu dichiarato colpevole e sentenziato a morte, ma non aveva ucciso sua moglie, non si trovava nemmeno sul luogo al momento del fatto: "E' difficile raccontare ciò che hanno fatto allora. Sapevo di non aver ucciso mia moglie, ma mi portarono via e mi torturarono per 10 giorni e 11 notti. Alla fine il mio cervello era stanco, non ce la faceva più, volevo morire ed ero disponibile a dire qualsiasi cosa". Questo signore è stato fortunato perché la sua pena è stata commutata. Dopo 11 anni di prigionia fu finalmente rilasciato. La sua moglie è stata trovata viva e in buone condizioni.
La Cina continua nel condannare a morte in massa e in pubblico molte persone. Questa che vedete nelle ultime immagini è una pubblica esecuzione, ma quanti di questi uomini e donne che verranno fucilati sono innocenti?.











