On. Matteo Mecacci


On. Matteo Meccacci: "Il Cio purtroppo e' rimasto in silenzio e ha girato la testa altrove, dimenticando gli impegni presi. Un atteggiamento davvero intollerabile"

Un'intervista all'esponente radicale del Partito Democratico, proponitore della Risoluzione Mecacci
di Michele Capaccioli
 
Matteo Mecacci è un esponente radicale che siede in Parlamento nelle file del Partito Democratico. Il Deputato ha presentato pochi giorni fa la Risoluzione in Commissione numero 7-00021, firmata da altri esponenti come Marco Zacchera (Pdl), Alessandra Siragusa (PD), Carmen Motta (PD), Gianni Vernetti (PD), Leoluca Orlando (Italia dei Valori) e Pierluigi Castagnetti (PD), con la quale si sottolinea per l'ennesima volta la politica di repressione del governo cinese nei confronti degli oppositori del regime, chiedendo al governo italiano di non presenziare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino. Wemustact.org ha deciso di intervista l'autore di questa risoluzione per avere una sua diretta testimonianza.

Si ringrazia l'On. Matteo Mecacci per la gentile e cordiale disponibilità.



Michele Capaccioli: La mattina del 10 luglio è passata in Commissione Esteri la Risoluzione Mecacci con 9 voti favorevoli contro 8. Cos'é che in concreto si richiede in questa risoluzione e a chi?
On. Matteo Mecacci: Chiede a Berlusconi e agli altri Ministri che compongono il Governo di non partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi - che sono l'evento politico organizzato dal Governo cinese in occasione di questo appuntamento sportivo - in un momento in cui Pechino continua a dire no a tutte le richieste di rispetto dei diritti umani in Tibet e in Cina, ed anzi aumenta la repressione nei confronti dei dissidenti. Andare alla "Corte" di Pechino in queste condizioni significherebbe avallare e incoraggiare questa repressione e non condannarla come e' tremendamente necessario fare in questo momento.

MC: Il Presidente Berlusconi si è detto disponibile ad andare alla Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino 2008. Come commenta questa scelta?
MM: Se confermato dopo il voto del Parlamento, sarebbe un errore molto grave per chi come Berlusconi dice di avere a cuore la difesa dei diritti umani. Ci sono altri leader europei o dell'america latina che hanno risposto con un no all'arroganza portata avanti da Pechino in queste settimane. Berlusconi, per una volta, ha una chance di distinguersi nello scacchiere internazionale per qualcosa di positivo...spero che non la sprechi; anche perche' il mandato del Parlamento e' chiaro e non puo' essere disatteso come se si fosse nella Repubblica delle banane..o almeno lo spero..

MC: ll presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha affermato l'importanza dell'impegno della squadra Olimpica italiana a Pechino perché "costituisce il miglior contributo che la comunità sportiva può dare alla causa dei diritti umani" e che "la decisione del CIO non è stata facile, ma assume grande valore storico per la piena integrazione di questa grande nazione nella comunità internazionale".
Le chiedo, a fronte delle Olimpiadi del 1936 date a Berlino e dell'assegnazione di quelle del 2008 a Pechino nella quale però il CIO era al corrente dell'esistenza dei campi di concentramento in Cina, tale decisione, a Suo avviso, è stata una dimenticanza, una colpevole omissione o un grosso errore di valutazione?

MM: Credo che la scelta di far organizzare in Cina le Olimpiadi sia stata giusta. Espone la Cina all'interazione con il mondo, crea interdipendenze, contatti diretti tra cittadini cinesi e cittadini del cosiddetto mondo "libero". Il Cio aveva anche chiesto e ottenuto che la Cina si impegnasse al rispetto dei diritti umani in linea con i principi di solidarieta' e fratellanza tra I popoli che storicamente hanno sempre segnato l'appuntamento delle Olimpiadi. Ancora pochi mesi fa l'Assemblea Generale dell'Onu ha approvato una risoluzione sulle "Tregua Olimpica", come accade ogni volta in occasione dei giochi olimpici. Cio' che e' avvenuto in Tibet dimostra che alle parole del Governo cinese non sono seguiti i fatti. Il Cio purtroppo e' rimasto in silenzio e ha girato la testa altrove, dimenticando gli impegni presi. Un atteggiamento davvero intollerabile.

MC: Martin Luther King Jr. disse tempo fa che "Ogni uomo vive in due regni, quello interiore e quello esteriore. Quello interiore è il regno dei fini spirituali, che trovano espressione nell'arte, nella letteratura, nella morale e nella religione. Il regno esteriore è quel complesso di congegni, tecniche, meccanismi e strumentazioni per mezzo dei quali viviamo. Il nostro problema oggi è che abbiamo permesso al regno interiore di andare perduto in quello esteriore... Se oggi vogliamo sopravvivere, questo ritardo morale e spirituale deve essere eliminato. L'aumento del potere materiale di fare le cose si traduce in un aumento dei rischi, se non gli fa riscontro una proporzionata crescita spirituale. Quando il "fuori" della natura umana soggioga il dentro, si cominciano a formare sul mondo nere nubi di tempesta".
On. Mecacci, a fronte delle continue violazioni dei diritti umani in Cina e di questo atteggiament da una parte della comunità internazionale che nasconde la testa sotto la sabbia quando gli è più conveniente, proprio come fa uno struzzo, è proprio il sintomo del ritardo morale del quale Martin Luther King Jr. parla o si tratta proprio di una malattia? Perché?

MM: In realta' questo problema e' sempre esistito nella storia dell'umanita' e pur con tutti I problemi che esistono oggi nel mondo - e che vanno peggiorando ad esempio rispetto agli anni '90 quando la liberta' e la democrazia si sono diffuse rapidamente in nuovi continenti o subcontinenti - esiste una maggiore consapevolezza dell'importanza di alcuni valori come la liberta' religiosa, di coscenza, di pensiero, di stampe, di voto alle elezioni eccetera. Questo e' avvenuto anche grazie allo sviluppo di quel "mondo esteriore" di cui lei parla e che puo' facilitare la diffusione anche dei "valori" positivi e non solo di quelli negativi. Detto cio', non credo neanche allo sviluppo di "sorti magnifiche e progressive" per capitalismo e dunque il monito di Martin Luther King e' di grande attualita'. Il benessere economico puo' far considerare come scontati o non essenziali alcune liberta' individuali. In questo senso la Cina sta mettendo in pratica un sistema di sviluppo economico senza liberta' che non e' nuovo nella storia, ma che ci mette tutti di fronte a una situazione nuova e rischiosa visto che la nostra dipendenza economica dalla Cina e' sempre piu' crescente ed e' messa al servizio di un regime che non accetta I principi democratici per legittimare la propria esistenza, ed e' pronto a proiettare questa visione in tanta parte del mondo dove la democrazia non e' consolidata; dall'Asia innanzitutto, a zone dell'Africa e dell'America Latina.

MC: Arnold Toynbee disse che "L'amore è l'estrema forza che conduce alla scelta salvifica della vita e del bene contro scelta dannatrice della morte e del male. Perciò la prima speranza nel nostro repertorio dev'essere la speranza che l'amore avrà l'ultima parola". On. Mecacci, ritiene che in questo caso l'odio, la vendetta, il male, o per meglio dire gli interessi finanziari, abbiano prevalso sui valori umani ed etici?
MM: L'amore, è innanzitutto l'amore per la verita', per parafrasare Gandhi, e' una fonte immensa di energie positive che puo' far muovere ciascuno di noi - anche la persona che puo' sembrare la piu' distante e "nemica" - nella giusta direzione, intesa nel senso laico del riconoscimento e del rispetto per le liberta' e i diritti degli altri. Anche gli interessi economici e finanziari - che non sono di per loro un male - possono facilitare la difesa di questi diritti a condizione che si mettano al loro servizio, per quanto possibile, e non al servizio di chi come il Governo Cinese vuole usare l'accrescimento della forza economica e finanziaria per annichilire popoli sottomessi da decenni come gli Uiguri, I tibetani o tutti coloro che aspirano alla liberta" religiosa. In questo caso andare ad onorare politicamente il Governo cinese - non a firmare contratti - mentre continua a usare una repressione e una propaganda di stampo stalinista contro il popolo tibetano, sarebbe un eccesso di zelo che la dice lunga su quali fondamenti si basino le convizioni "democratiche" dei nostri leader politici.

 


Data Inserimento : 14/07/2008

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