Eurodeputati 2009-2014: On. Rita Borsellino, PD


Rita Borsellino a Wemustact.org: “vogliamo avere l’accesso per riconoscere i patrimoni mafiosi che vengono investiti e che ormai, troppo facilmente, vengono legalizzati”


di Michele Capaccioli

I risultati delle recenti Elezioni Europee del  6 e 7 giugno hanno portato numerosi cambiamenti all’interno del Parlamento Europeo. Infatti, staccandoci per un attimo dal pensiero, dal voto politico di “destra” e di “sinistra” e ponendo la nostra attenzione sull’aspetto pratico, diversi Europarlamentari, i quali avevano alle spalle una discreta percentuale di presenza alle sessioni e, ancora, i quali avevano lavorato bene, concretamente e in base alle promesse elettorali, non sono stati rieletti. In Italia é il caso, ad esempio, di Vittorio Agnoletto, candidatosi per il PRC e convinto sostenitore dei diritti umani in Cina e dell’osservazione della clausola del rispetto dei medesimi, sempre al riguardo della questione cinese, per commerciare con l’Europa. Il suo partito non ha raggiunto lo sbarramento del 4%, rimanendo escluso, di fatto, dall’Euro Parlamento. Invece, molte altre forze politiche che non sono state concrete con i precedenti programmi elettorali, giungendo spesso ad una politica a “due facce”, la prima in Italia e la seconda in Europa, sono riuscite a superare la soglia del 4%. E’ il caso, sopra tutti, dell’Italia dei Valori che costantemente attua una politica camaleontica e marketitizzata dei valori, a seconda dei casi e a seconda delle opportunità.

C’è invece chi entra per la prima volta nel Parlamento Europeo. E’ il caso della sorella del magistrato Paolo Borsellino, Rita Borsellino, laureata in Farmacia, testimone della lotta contro la mafia, presidentessa onoraria dell’associazione anti-mafia “Libera” e soprattutto attivista “educativa” delle nuove generazioni, sempre al riguardo della lotta alla mafia. L’On. Rita Borsellino, presentatasi nella Circoscrizione ITALIA INSULARE, è stata eletta nelle file del Partito Democratico. L’Eurodeputata, al contrario di diversi colleghi, non si è fermata sull’antiberlusconismo, ma ha proposto delle alternative. Alla luce della sua elezione, Wemustact.org ha deciso di intervistarLa.


Michele Capaccioli: Innanzitutto, complimenti per essere stata eletta al Parlamento Europeo. Lei è stata la seconda futura eurodeputata più votata in Sicilia dopo Berlusconi. Come si sente?
Rita Borsellino: In questa situazione ho superato persino Berlusconi. Questo è segno di un elettorato che finalmente apre gli occhi e può esprimere chiaramente e in maniera libera la propria opinione. Io credo che questo sia stato veramente l’espressione di un voto libero e di chi finalmente si assume la consapevolezza di come stanno le cose, della realtà diciamo.

MC: Quali sono le Sue prime impressioni?
RB: Le mie prime impressioni sono sicuramente una sensazione di grande responsabilità che mi è stata affidata, ma anche proprio questa libertà che finalmente si manifesta nel voto. Il voto, troppo spesso, è condizionato per tutta una serie di situazioni, troppo spesso anche da situazioni di bisogni primari non soddisfatti. Il voto europeo da sempre è un voto più libero. In questo momento, in questa situazione politica ed economica, che è anche etica, che stiamo vivendo, si è individuato decisamente nella mia persona, non perché io sia un simbolo, non mi piace questa definizione, ma per un lavoro costante sul territorio, una persona alla quale dare fiducia.

MC: In questi anni, proprio al riguardo del Suo lavoro, Lei si è impegnata soprattutto per educare i giovani.
RB: Infatti, abbiamo avuto soprattutto questo rapporto educativo e anch’io mi sono educata stando con i giovani. E’ stato un rapporto di crescita complessiva che adesso viene trasformato in un voto. Specialmente da parte dei giovani c’è stata una grandissima attenzione attorno a questa candidatura e questo mi sembra un fatto bello e poi, appunto, gli elettori che hanno potuto esprimersi liberamente e che in libertà hanno scelto la persona a cui affidare la propria fiducia. Si torna a dare la fiducia ad una persona nella politica.

MC: Quindi, in concreto, cosa l’ha spinta ad accettare la candidatura alle Elezioni Europee?
RB: Il fatto che, innanzitutto, siano stati i giovani a propormelo, i giovani del Partito Democratico e i giovani in genere, perché questo appello è stato ripreso da moltissimi giovani e poi il Segretario Franceschini lo ha fatto suo e lo ha formalizzato. Dopo aver vissuto tanti anni, proprio in questa missione, come Lei diceva, di educare i giovani e di educarsi, una volta che poi loro avevano manifestato questo grande senso di responsabilità, questa assunzione di responsabilità vorrei dire, e mi facevano una proposta di questo genere, io non potevo dire di no semplicemente perché non avevo voglia o perché avevo voglia di fare altro. Ho sentito il dovere etico di esserci in questa battaglia che loro mi proponevano e l’abbiamo fatta insieme, perché questa campagna è stata moltissimo condotta, guidata e animata dai giovani e abbiamo ottenuto un risultato importantissimo.

MC: Suo fratello, molti anni fa e in occasione di una manifestazione per ricordare la morte del “giudice ragazzino”, Rosario Livatino, accusò la politica di criticare vanamente la magistratura, di isolarla e di non svolgere il ruolo che alla politica compete. Detto questo e in riferimento a tale aspetto, Lei cosa cercherà di portare in Europa?
RB: Guardi, è tragicamente attuale questo pensiero di mio fratello. Anche oggi, purtroppo, ancora una volta si ripete questo ritornello. La politica assolutamente non si assume le proprie responsabilità in una situazione complessa, difficile, in cui si delega troppo la magistratura e poi la si critica perché in questo modo la si delegittima più facilmente. La mia candidatura è stata indicata come garanzia di legalità, io voglio portare, prima di tutto, questo senso profondo della legalità, questa necessità di legalità, trasversale a qualunque altra attività e a qualunque altra tematica. Quello della legalità non è un tema a sé, è un tema che deve attraversare trasversalmente ogni altra tematica da affrontare, in Europa e non.

MC: A questo punto Le chiedo quali sono quelle modifiche che vorrà proporre al Parlamento Europeo al riguardo sempre della priorità della lotta alla mafia. Ha già qualche idea?
RB: La lotta alla mafia bisogna che diventi sempre più transnazionale perché non è più un problema che riguarda la Sicilia, non è più un problema che riguarda l’Italia, ma oramai riguarda l’Europa e, vorrei dire, il mondo intero. La mafia si è globalizzata e allora è importante che ci siano degli strumenti sovranazionali, come Eurojust e Europol, che funzionino bene. Questo è assolutamente indispensabile. Credo che sia necessario anche lavorare su una legge che permetta la confisca dei beni dei mafiosi anche fuori dai territori di appartenenza. Noi l’abbiamo portata avanti quando io ero vicepresidente di “Libera”, abbiamo fatto una legge di iniziativa popolare che oggi è molto efficiente, anche se ha bisogno di essere sicuramente migliorata. Vogliamo portare questa possibilità anche in Europa, vogliamo che il mandato di cattura internazionale sia più effettivamente valido, vogliamo avere l’accesso per riconoscere i patrimoni mafiosi che vengono investiti e che ormai, troppo facilmente, vengono legalizzati, usiamo questo termine. Tutto questo è lotta alla mafia.

MC: Suo fratello parlò di un piano globale per la giustizia. In fin dei conti, è questo  a cui Lei fa riferimento?
RB: E’ questo. Perciò dicevo è tragicamente attuale tutto questo perché è stato realizzato molto poco.

MC: Le pongo l’ultima domanda. Diventando Eurodeputata Lei abbandonerà la Sicilia?
RB: Assolutamente no, non avrebbe senso. Perché andare a fare l’Eurodeputato per vivere astratta dalle realtà che fino ad adesso e anche ora mi hanno portato a diventare Eurodeputato, sarebbe assurdo. E’ invece il legame forte con il territorio che c’è sempre stato e che ora va addirittura rafforzato. Non è solo portare la voce della Sicilia in Europa, ma è portare l’Europa in Sicilia. Il rapporto con il territorio deve essere forte e attivo e, per altro, il mio movimento “Un’altra storia”  è proprio questo: il radicamento sul territorio che deve servire da base, da tramite, per il lavoro in Europa.

MC: C’è qualche aspetto della campagna elettorale del Partito Democratico che Lei può criticare, come, ad esempio, in certe situazioni l’essersi concentrato forse e un po’ troppo sull’antiberlusconismo?
RB: L’antiberlusconismo, purtroppo, è un fatto che esiste perché non si può fare a meno di essere contro un personaggio di questo genere che veramente da del Paese Italia un’immagine terribile, fuori dall’Europa e, nello stesso tempo, governa come governa l’Italia. Allora, visto che si tratta di Europa, bisogna parlare di Berlusconi, bisogna far capire che si prendono le distanze da Berlusconi. Se diventa l’unico argomento allora è sicuramente sbagliato, ma se l’argomento è una premessa per spiegare che ci candidiamo ad andare in Europa io credo che, invece, sia utile.


Data Inserimento : 11/06/2009

Commenta l'Articolo


Inserisci il tuo Commento

Nome :
Email  :
Testo  :

Inserisci i numeri che vedi nell' immagine: